Quando si parla di processori moderni, i nanometri sono ovunque. "3nm", "4nm", "Intel 4" — i comunicati stampa abbondano di queste cifre. Il problema è che i nanometri non misurano più quello che misuravano una volta, e confrontare i processi produttivi di foundry diverse è diventato un esercizio di interpretazione più che di matematica.

Cosa misuravano i nanometri (e cosa misurano oggi)

Originariamente i nanometri indicavano la lunghezza del gate del transistor — la dimensione fisica più critica nel processo produttivo. Un processo da 90nm produceva transistor con gate da 90 nanometri. La correlazione era diretta.

Con il passaggio ai nodi sub-10nm questa correlazione si è rotta. Le dimensioni fisiche reali non corrispondono più ai nomi commerciali del processo. Un processo "3nm" di TSMC ha transistor con gate effettivi più grandi di 3nm — il numero è diventato un nome di marketing più che una misura fisica.

Per un confronto più significativo tra processi produttivi si usa la densità di transistor per millimetro quadrato. Il processo N3B di TSMC raggiunge circa 290 milioni di transistor per mm², contro i circa 100 milioni di mm² dell'Intel 7 (ex 10nm).

TSMC: il dominatore del mercato

Taiwan Semiconductor Manufacturing Company è la più grande foundry del mondo e produce chip per Apple, AMD, Nvidia, Qualcomm e decine di altri clienti. I suoi processi N5, N4, N3 e ora N2 sono considerati lo stato dell'arte dell'industria.

Il processo N3B — usato per i chip Apple A17 Pro e per i processori Arrow Lake di Intel — raggiunge la maggiore densità di transistor disponibile commercialmente. La sua variante N3E è ottimizzata per un migliore rapporto tra efficienza e costi di produzione.

Samsung: l'eterno inseguitore

Samsung Foundry è il principale concorrente di TSMC, ma ha sofferto di problemi di resa sui nodi più avanzati. Il processo 3GAE (Gate-All-Around Early) di Samsung è stato il primo al mondo a usare transistor GAA — una svolta architetturale significativa — ma i rendimenti iniziali erano bassi e diversi clienti si sono spostati su TSMC.

Samsung ha comunque clienti importanti come Qualcomm e produce i propri chip Exynos. La competizione con TSMC è reale anche se asimmetrica.

Intel Foundry: il ritorno alla produzione

Intel ha a lungo prodotto i propri chip internamente, ma ha sofferto un ritardo significativo quando ha cercato di passare al nodo 10nm. Il processo Intel 4 (il vecchio 7nm ribrandizzato) e l'attuale Intel 3 sono competitivi con i processi TSMC N4/N3, ma Intel è ancora un passo indietro sul nodo più avanzato.

La strategia di Intel prevede di aprire le proprie fab ai clienti esterni — diventando una foundry a tutti gli effetti in competizione con TSMC. I processi Intel 18A e Intel 14A promettono di usare tecnologie GAA e back-side power delivery, potenzialmente riportando Intel alla parità tecnologica con TSMC entro la fine del decennio.

Perché importa tutto questo

Il nodo produttivo determina tre cose fondamentali: la densità di transistor (quanta logica entra in un dato spazio), il consumo energetico (transistor più piccoli commutano con meno energia) e il costo per transistor. Tutti e tre impattano direttamente sulle prestazioni, sull'autonomia e sul prezzo finale dei dispositivi.

La concentrazione della produzione dei chip più avanzati in poche fab — principalmente a Taiwan — è anche diventata una questione geopolitica. I governi di USA, Europa e Asia stanno investendo miliardi per costruire capacità produttiva locale, ma costruire una fab all'avanguardia richiede anni e decine di miliardi di dollari.